Il mio primo articolo (Firmato da anonimo con un pseudonimo), su una rubrica che dovevo gestire mensilmente, su una rivista d'arte contemporanea; Frattura Scomposta.

 "Da Voltaire al Cabaret Voltaire alla Ricerca Scientifica nelle Accademie di Belli Arti, nei Conservatori di Musica, di Danza, di Teatro e nel Dams..."

 

Per leggere l'insieme dell'articolo ,

la nostra contribuzione alla redazione

della Rivista "Frattura Scomposta"  - Ott. / Nov. 2016 :

 

 

 

Da Voltaire al Cabaret Voltaire alla Ricerca Scientifica Artistica.
Da Voltaire al Cabaret Voltaire alla Ricerca Scientifica nelle Accademie di Belle Arti, nei Conservatori di Musica, di Danza, di Teatro e nel Dams:
“Scienza, Morale, Arte; Il triangolo della grande cultura illuminista si completa!”.
L’inizio e la conclusione del moderno nel contemporaneo, con il dottorato e la ricerca scientifica, per gli artisti italiani del terzo millennio. (“Il cerchio si apre il cerchio si chiude” scrivevano a Lacerba nel 1914).

Noi non deludiamo la storia e la cronologia degli eventi, giustamente arriviamo per ultimi, proprio per colorare il tutto ? E per l’arte totale e il multidisciplinare come nostra scienza, in questa multiculturalità globale e di metalinguaggi. Attraversiamo tutto il 900 da intellettuali (“seduti alla destra del padrone di casa e lo consigliamo – scusatemi se rido, posso ridere ? – scriveva Marcel Duchamp).
Scienziati di scienze confuse, canoni dettati dagli istinti di comunità e dei loro gusti, artisti singoli, e tutte le amicizie sotterranea dei creativi, i loro scambi di idee e di sperimentazioni, uomini sensibili, e uomini ancora più sensibili che ne seguivano i percorsi e che come loro, altri uomini da tutto il mondo sentivano e ne sentono la sconfitta della modernità con l’avvento del capitalismo, e delle sue strutture più selvagge, l’industrializzazione.
L’industrializzazione dell’arte ( e arte/ industria, come il nostro sistema autonomo dell’arte oggi fatto di like di pezzenti e ignari d’avere un dito collegato ai neuroni.
(ma qualcuno avrebbe ancora il coraggio di chiamarla nuova estetica (?) partecipativa - interattiva ? -Horror Pleni! È la risposta di Gillo, ops! Anche la mia volevo dire, pardon)
e delle guerre mondiali
(oggi della comunità di aristocratici banchieri chiamata comunità europea, sempre uomo contro uomo è!).
Ne rivalutiamo le poetiche a ogni fine guerra,
( perché l’estetica non vive senza etica ),

“il gioco lo conosci!”: figura o niente figura; tela/rappresentazione; tela/spazio d’azione; razionale/irrazionale; concreto/spirituale; materia/non materia; pittura/oggetti; decupage/collage/decollagge; ready-made; oggetti/riciclo; digitalizzazione/analitico; ripetizioni/minimale/casuale; corpo/opera, corpo-opera-ambiente- (robotica/sensori) economia-impero-ambiente (cortocircuito/ipnotizzazione/); extra – art; tesi-anti tesi, sintesi; ritorno all’ordine/ordine nel ritorno.
“PASSA LA PALLA!”

(e i soldini della ricerca scientifica artistica spariscono sempre ….”ma quale ricerca poi (?) –restaurare è la parolina moderna nel contemporaneo della politica, tradotto in finanze naturalmente e in parentati, amici e politici che si trasformano in manager e direttori dell’arte contemporanea (Truffa! Naturalmente) -Tanto chi ci capisce ? poi basta che ne destabilizzino il suo insegnamento, e anche tutta la scuola, visto che abbiamo toccato il privilegio occulto della borghesia più ignorante dell’occidente? esattamente dal 1999, dalla fine del 99 per essere più precisini, data della sua riforma istituzionale dopo 84 anni di ritorno all’ordine mussoliniano… Speriamo che sia il C.Rocco il prossimo? Ora che poi si sono trasformati in fondazione dell’arte contemporanea anche i Gelli, poi,( poi siamo circondati !) …?) (poi ne abbiamo avuto circa altre 5/6 di riforme della scuola in pochissimi anni, manco dieci diciamo (prima del 99 non se ne vedevano dal 91 e prima ancora dal 1960, nel 70 ci indirizzarono nel liceo artistico. L’ultima della DC è la “Buona Scuola”, (e forse l’unica via biologica per la libertà dell’individuo, poi sociale ? ma a fermare questo ci penseranno i padroni banchieri ebrei del mondo) … (basta guardare i film che trasmettono i vincitori dei finanziamenti pubblici ? (uno a caso per esempio: La Grande Bellezza (il più premiato?) forse una nostra ricerca preromantica che il sistema usa per ammortizzare la derisione della vera arte/scienza e le nostre verità sociali in divenire, con archeologia e giochini visivi teatralmente barocchi e forse un anche un po’ neo classici, tutto spettacolarmente cinematografico naturalmente. Complici registi e attori ignoranti. Questo Noi Non Siamo! )))

E si arriva alla post storia, al post costruttivismo, al post moderno, al post globale e al post virtuale, incolumi ma non del tutto sani di fegato, come ci insegna Prometeo, continua a bruciare la fiamma della conoscenza che illumina, se non l’umanità almeno il suo riflesso (come in un’isteria collettiva, sociale da mass-media o da lobotomizzazione nintendo ).
La nostra scienza attraversa vari stadi della sociologia, della politica e dell’antropologia, in questi tre secoli (la sociologia e la filosofia dell’arte ne parla ampiamente, muore insieme all’Io, all’Ambiente e al Contesto, al Soggetto e all’Oggetto, a Dio, al Feticcio e al Sarcofago, poi Resuscita - sempre!) … (il bizantino, il romanico, il gotico, alto e il basso medioevo, il dolce stil novo, l’umanesimo, il rinascimento (Toscano, Veneto, Emiliano, Romagnolo, Umbro, Lombardo, Laziale, Marchigiano, Ligure, Campano, Siciliano etc …. Le fiandre, gli olandesi.) la storia dell’arte nei secoli delle varie regioni, le Casate, la storia dell’arte delle cornici.. il barocco, il roccocò, Caravaggio, Velasquez, Rembrandt, Tiziano, Masaccio, Raffaello, Vasari, Botticelli, Donatello, Michelangelo, l’Alberti, Leonardo, Bernini, Giotto e Cavallini…etc etc etc non li scordiamo mica (?) stanno a noi, come Newton, Copernico, Galileo, Bacone, Cartesio, Locke, Giordano Bruno, Spinoza, Leibniz stanno agli illuministi
(con un sogno indietro agli antichi classici e ai grandi racconti,)
(e come Platone e Aristotele stanno a Fidia e a Policleto )
(è troppo malleabile come concetto e come materia. E’ l’utopia dell’arrivare all’orizzonte, lui si sposta sempre un passo avanti, qualsiasi direzione si prenda. O forse per essere più concreti:
L’Arte è l’universo che cerca, si prende territori dal vuoto dello spazio e si nutre di tutto ciò che sta intorno e che sposta (anche il vuoto ha una sua consistenza fisica nello spazio. Uno sfumato più materico, magari elementi da far invidia alla nostra Tavola periodica degli elementi?),
trasformandolo a sua volta […. E sta quasi come rigetto, o come miele che le api rigettano, come linfa vitale…] )
e si completa seguendo e condizionando, e ne viene condizionata a sua volta e le completa
da tutte le correnti letterarie, filosofiche, scientifiche , poetiche, segue i gusti, le mode, i costumi, le tradizioni, il bello, il buono, il vero, il giusto, la tecnica, le forme visibili e non, da semplice decoro si applica a tutto e poi diventa design, si trasforma nella materia del design e detta stili di vita, di comportamento e di abitat. Decora palazzi e struttura strade, crea ponti. Ponti virtuali che uniscono mappe di memorie che forse erano state in connessioni neuronali, di vari, disperati e individuali territori esistenziali. Vive di potere, con il potere e contro il potere, con i derelitti e nei manicomi, nei cimiteri, nelle chiese, nelle scuole e nelle galere, negli ospedali e per le strade, nelle case, nei grattaceli, negli attici, in periferia e sotto i ponti, vive nelle guerre e per raccontarci gli orrori dell’umanità contro l’umanità, vive nella pace e nelle danze dei popoli primitivi. La chiamano Sensibilità, Umanità, ma per poi continuamente ridarla per morta, perché vorrebbero assassinarla, in verità, ucciderla, (perché forse hanno vissuto nella sua superficialità, nella sua schiuma, con il dente malato ?), e si vantano d’esser loro a farla dormire, soffocarla come nella post-storia con il neo nichilismo. Ma lei non muore mai, è pura energia, si addormenta, e si riposa nel suo silenzio e stasi, ma poi si trasforma, e si rigenera all’infinito. Diventa autonoma e traccia il suo percorso. Lei rappresenta ciò che siamo stati, illustra (ridendo di se stessa soprattutto) ciò che siamo, è la memory card della storia, senza nessun revisionismo e tanto meno bandiere o colori che creano diversità. Lei è il colore. È la scienza e la chimica del colore, è il suo suono, il suo profumo, il suo futuro, ne diventa anche l’urlo … è la sua psicologia e la sua percezione (visiva, tattile, uditiva, olfattiva, ha il suo gusto se l’assaggi)
connessioni sensoriali partecipative universali. Ma l’arte è anche il buio, il vuoto, il nulla, l’assenza, il nessuno, la lacuna, l’interstizio, il silenzio… il non essere ……
L’arte è il grande inconscio che ci libera dalla caverna, e che ci guida nel percorso verso l’altrove che è in noi (viviamoci un po’ di vita interiore e forse è anche la più terrena) lo scientifica Freud
(anche se, a sua volta afferma di non aver scoperto niente di nuovo, Forse la colpa è stata dei decadenti, simbolisti, naturalisti, impressionisti, espressionisti. E noi stessi, non scopriamo nulla, scientificizziamo e basta, senza sponsor come Bayer e Monsanto, magariiii… le nostre farmacie o chiamatele gallerie saranno più omeopatiche (?) … perché anche la medicina si liberò, buttandocela sopra, di quella visione contemporanea chiamata alchimia, o desiderio concreto del nulla, delle prove del copione che la borghesia ci rifila come nostro desiderio d’essere come loro, “splendidi, sublimi, lussuosi” come certa arte puttanesca contemporanea: “RIGOLETTO!”... E poi da Alchimia e da Stregoneria, la medicina, si specializzò in Chirurgia, per esempio, o in Anestesia, nel dottorato d’Anestesia, “o vogliamo usare ancora il Bastone in Testa come anestesia ?”).
Jung la usa come cura per alcune nevrosi e “danza intorno all’archetipo cerchio”, per Hegel l’artista diviene egli stesso forma che dà forma al contenuto dell’opera, lui festeggia l’Ellade (una neo repubblica) dove politica, filosofia e arte siano la massima espressione dello spirito e della sua libertà, nei suoi processi (dialettici). Una visione dell’espressione e della ricerca della scintilla che solo la mente del genio sa cogliere –Benedetto Croce. Nietzsche nel suo pensiero (influenzato da Wagner) privilegia l’arte, ha un posto in prima fila, perché è in grado di attingere alla realtà più profonda, l’arte esprime lo spirito dionisiaco, la sua forza e la sua energia, e l’ebbrezza e l’istintualità che dovrebbe accompagnare ogni momento della nostra vita. E’ il segnale spia per Gramsci di una società sana o malata, libera o non libera (e siamo in divenire nella società dello spettacolo, castrati di tutto ciò che fu cultura vissuta per millenni, dal 1958). Per Heidegger il linguaggio è la casa dell’essere. Adorno è chiaro nel valore di una esposizione senza cultura e parla di estetica come sovversione dell’ordine costituito e si arriva alla filosofia del fare e del praticare la sintesi tra pensiero e azione. Dell’essere coscienti del presente, svelando e decostruendo “U Sistema” (ma anche e sopratutto con una risata) dall’interno sabotandolo
(perché è scontato dopo le avanguardie che qualsiasi arte sia opposta a qualsiasi forma di potere e di governo, di revisionismo, di anti moderno luddista, di incivile e di reatività….
Noi siamo anti civili, non incivili grida Carmelo Bene e urla la sua provocazione a gran voce che l’arte trasformi l’arte, anche con gli strumenti dell’arte stessa o no, dipende.( Perchè oggi ne abbiamo moltissimi di strumenti, noi non siamo limitati mica, con un solo dipartimento ed un solo linguaggio, una sola curatura ed una sola critica(?)).
Siamo l’art deco e siamo lo stile liberty, siamo le attese, l’arte erotica e il porno (visto, per colpa della millenaria repressione medioevalmente biologica del clero-gay come scienza dell’educazione istituzionale superiore sessuale alternativa degli adolescenti ) siamo gli squarci, i monocromi, i monotoni, il ready – made, il ready made reciproco, il suprematismo, il raggismo, il costruttivismo, l’espressionismo, l’espressionismo astratto, il neo espressionismo, l’astrattismo, il cubismo (analitico, sintetico, orfico), siamo Cezanne, Van Gogh, il futurismo, il da da, i surrealismi, siamo il dripping, l'essenziale, l’extra – art, l’art brut (siamo Jean Dubuffet), siamo l'automatismo psichico, siamo «il cadavere squisito berrà il vino nuovo», siamo l'action painting e siamo i color field painting, siamo i movimenti, siamo gli Environment, i Detournement, gli accadimenti, le situazioni, le installazioni, gli ambienti, siamo gli happening, siamo 18 Happenings in 6 Parts, New York, 1959, oggi siamo sincronizzati in accadimenti simultanei in varie città, come le avanguardie, oggi invece online, siamo la mail art, siamo i flashmob , siamo l'ozio, e siamo John Cage, siamo Merce Cunningham e siamo Robert Rauschenberg, siamo le passeggiate intorno a nostri quartieri ... Siamo il pre, il 68 e il post 68, siamo le Beat Generation americana e italiana a Milano, siamo il Parco Lambro nel 1977, e siamo The Factory di Warhol (siamo gli Autonomi Business Artisti)
Siamo l’urlo perenne dei giovani alienati da falsi bisogni individuali e sociali, (ormai è il desiderio in un misero spazio di fantasia tecnologica precostituito che ordina alla nostra biologia i suoi pseudo bisogni) siamo azimuth e azimut, Antoni Tapies, De Kooning, Gorky, Reinhardt, Pollok, Rothko, De Maria,Vedova, Burri, Bacon, Giacometti, Modigliani, Manzoni, Castellani, Bonalumi e siamo gli irrazionali materialisti e siamo i materialisti razionalisti, siamo la volontà di concretizzare la spiritualità dell’universo in espansione e siamo le Texture.

(La grande struttura invisibile del sistema dell'arte ( invisibile è un eufemismo) nasconde la piccola verità che: l'arte è la grande storia perduta dell'umanità per l'umanità e il suo linguaggio universale, è la porta dell’altrove che è in noi. Basterebbe che tutti usassimo solo questo linguaggio (?) ....
invisibile rimane la lettura per i non umani, o i mai morti frequentatori di musei. E nel TTIP non si trova nessuna traccia della nostra millenaria esistenza )

[ho invitato una squadra di atletica leggera ha fermare il loro traguardo in galleria. poi cercavamo insieme, parole di scambio e confronto ......
tipo, carne viva in movimento - movimento della carne viva in movimento; tartaruga - bauhaus ....e così via ... e cercavo di scambiarci la disciplina. Forse il nesso c'è, ma non si vede (?]

nel terzo secolo, del terzo millennio ...
siamo il design e siamo le arti applicate e siamo la filigrana etrusca. Il realismo etrusco e romano e siamo il sarcofago degli sposi, e le steli madri di tutto il mediterraneo che uniscono tutta l’Italia (e oltre), da molti millenni prima della radio, della tv e del linguaggio dantesco, di Mameli, e del tradimento di Garibaldi. siamo i punti del compasso di Antonio Canova e siamo lo stiacciato e il cangiante e siamo la sezione aurea, siamo la prospettiva e lo sfumato ....
siamo nobile semplicità e calma grandezza ..(Winchelman)
siamo la net art e siamo le connessioni neuronali partecipative interattive del mondo e della società virtualizzata e mediatica, come l'isteria sociale che ci domina: noi siamo l'isteria, noi siamo Antonin Artaud, siamo Breton e Aragon, siamo Dino Campana, siamo Gabriele D'Annunzio, siamo Pappini e Soffici, siamo Marinetti e siamo Appolinaire, siamo Baudelaire, siamo “Les fleurs du mal” e siamo il mal de fiori, siamo gli estetismi e gli esteti ed estetissimi, i vitalismi, la sinestesia, il simbolo, le figure retoriche ..siamo il superuomo e siamo i dandy. e siamo tutti i nostri dialetti prima che vengano tradotti e traditi dai linguaggi convenzionali … siamo il pessimismo cosmico e universale, siamo la malinconia… siamo le avanguardie ...siamo Picabia, Tzara, Ball, Man Ray, Kurt Schwitters, Arp, siamo 291 e 391, siamo il merz e il merzbau, siamo il dada, il da da parigino e berlinese, il dada internazionale e i new da da, siamo le neo avantgarde e siamo i neo oggettuali, i duri duri, siamo il gruppo 63, 70, N, T, il gruppo zero, corrente e origine, siamo Novecento, il chiarismo lombardo e veneziano, e siamo tutti i muralismi e il graffitismo ...

noi siamo "L'altra metà dell'avanguardia, 1910-1940" (1)*
noi siamo "Magiciens de la terra" (2)*
noi siamo "La Platea dell'Umanità" (3)*

Noi siamo la grande storia perduta dell'umanità, per l'umanità ..... siamo gli arcani custodi del suo magico linguaggio, siamo i suoi Guru e i suoi Sciamani.
Noi siamo gli ultimi razionalisti, concretisti, situazionisti, esistenzialisti, siamo l'arte relazionale, le costruzioni immateriali dei rimasti rapporti umani, pasoliniani, e cerchiamo il buono di Rousseau tra canapa (la marijuana ce la fumiamo) e petrolio (ce lo fanno fumare per forza).
Siamo la tradizione delle sostanze naturali psicoattive! Siamo il suo occhio, e i suoi Veda!
(E non firmeremo mai nessun contratto con le vostre multinazionali della vostre droghe chimiche, spacciate per medicine e per culture alternative deviate dal proibizionismo, VOI SIETE IL PROIBIZIONISMO … noi no!)
Siamo l’arte che si mangia, che nutre l'anima e il piede, siamo il dinamismo dell'immagine statica, nello spazio e nella purezza totale della materia, siamo le caramelle, i cioccolatini e i dolcetti di Felix Gonzales-Torres offerte a tutti, come le uova sode di Manzoni, (il suo peso è l’impronta )
Siamo Merda d’Artista, (siamo la materia della nostra opera, i suoi liquidi, siamo il suo sangue, le sue urine, lo sputo e le nostre lacrime in questa carne tremula ).
Siamo le sculture inutili e gonfiabili, leggere, appese, con e senza piedistallo, viventi e viviamo più a lungo di Gillo Dorfles e siamo gl’immortali di Gino, e ci facciamo le giornate di Bruno Munari ........
Siamo Pino Pascali e siamo il mare dentro la galleria, e siamo le gallerie aperte alla natura e all’urbano divenire …..
( non siamo noi chiusi nel mondo, è tutto il mondo chiuso con noi, RIPPRENDIAMOCI CIò CHE è NOSTRO!)
noi siamo il multidisciplinare
noi siamo l'arte totale:
Wort (parola);
Ton (musica);
Drama (azione scenica)
noi siamo la Gesamtkunstwerk (arte totale) -Richard Wagner.
Noi siamo la caverna dell'anti materia e siamo la pittura seriale industriale di Galizio, e le linee del mondo …..
siamo gli ambienti spaziali di Lucio Fontana e il pavimento percorribile di Getulio Alviani, siamo la stella di Gilberto Zorio, siamo gli specchi di Pistoletto, e come Cristo, il nostro Christo fa camminare le masse sulle acque in “The Floating Piers” ,
Siamo DE Still,
siamo la nuova casa della costruzione (Bauhaus)
Siamo il disco di Itten, siamo il modulor di Le Corbusier e il modulatore di luce, spazio e tempo di Moholy-Nagy, siamo Kandinsky e Paul Klee, siamo Gianni Colombo, Frank Stella, Morris, Morrison, Smithson e Nam June Paik, Alighero Boetti e le mappe, Kusama, Bruce Nauman e Guy Debord …Carlo Carrà e i funerali dell’anarchico Galli
siamo un nuovo Metod di pulizia della casa (Abramovic)
siamo l'azione nelle arti (siamo Mario Schifano)
siamo Beuys, siamo 7000 querce, siamo 3 giorni chiusi in una stanza con un coiote …..
siamo la op art e la pop art e l'arte cinetica e la pattern painting,
siamo il realismo della magica materia
siamo Pierpaolo Calzolari e il divenire della materia in poesia …
siamo la materia nucleare di 13 elettroni scapoli impazziti per la sposa, siamo gli spazialisti e i nuclearisti. Siamo la morte dell’anarchico Pinelli.
siamo il realismo e siamo i nuovi realismi, e il realismo magico, russo, italiano e francese, americano, argentino, brasiliano, cileno, canadese, senegalese, vietnamita, coreano, palestinese … siamo il verismo e l’iperrealismo, valori plastici e il colorismo, il pittoresco e i preraffaelliti,
siamo: “Il sogno della ragione genera mostri “
siamo la scuola pubblica, laica e solidale …...
siamo il classico e l'anti classico, il neo classico, gli informali e i formalisti e gli anacronisti, i boonnie e i nuovi nuovi, siamo la transavanguardia, le nuove figure, il blu di Chia e il blu di Picasso (e rosa), e siamo Blu e Bankisy, siamo i Gutai e lo zen come patos con gli elementi della natura (Siamo: Terra; Fuoco; Aria; Acqua = vita/arte/vita) siamo la Conceptual art ……
noi siamo il Fluxus, siamo la proces art e l’arte povera (il processo per arrivare all’opera è l’opera stessa!). Siamo la video art. Siamo le Vide di Yves Klein e le Plein di Arman, siamo Cesar, siamo Georg Segal e Claes OLdenburg, siamo Daniel Buren siamo Turrel ed Eva Hesse, siamo Giulio Paolini, Frida Kahlo, siamo Hermann Nitsch, siamo Gunther Brus e Otto Muehl, siamo tutte le secessioni, siamo tutti gli azionismi, siamo quelli del ponte, le belve, i selvaggi e i nuovi selvaggi, il cavaliere azzurro, siamo la casa del diavolo di Forlì, siamo la scuola romana, siamo via Margutta, siamo Antonietta Raphaël Mafai, Toti Scialoja, Ottone Rosai, siamo il groppo degli otto, siamo i COBRA, siamo Carol Rama, Carla Accardi, Maria Lai, Rebecca Horn, Ketty La Rocca, Gina Pane, Orlan,
siamo il rumore e siamo l’armonia,
e siamo Luigi Russolo e siamo Back, siamo Keith Haring e siamo Tony Cragg, Anish Kapoor e Allan Kaprov
siamo il dinamismo della luce e del suono e siamo l'orinatoio di Duchamp, siamo le Orestiadi e siamo Gibellina, Siamo la Body art e la Body Painting, siamo tutte le pratiche performative dalle serate futuriste in poi (e siamo gli operai che difendevano gli artisti ancora validi, perché liberi … ), siamo le Performance e il corpo nel Post-Umano di Stelarc,
siamo la poesia visiva
concreta, sonora, tattile, per udenti e non udenti, per ciechi e sordi, per gli intelligenti e non, per gli intellettuali e gli attualisti della sintesi di internet ...
Siamo Guttuso e la crocifissione.
Siamo il lettrismo e il minimalismo, siamo la Land Art siamo parole in libertà e siamo le cancellature di Isgrò, siamo tutti i manifesti poetici e tecnici di ogni uno che ha mai pensato a un manifesto.
siamo: un colpo di dadi non annullerà mai il caso....siamo il battello ebro, siamo corrispondenze.... siamo il non-sens e siamo la sparizione dell’oggetto e del soggetto ….
Siamo:
la voce
il fischio,
i messaggi verbali e non verbali ….
siamo Demetrio Stratos
siamo C.B.
(noi non rappresentiamo, noi deliriamo il nostro irriducibile urlo.....-DEleuze)
siamo la business art-art business ( siamo la ditta che strutturerà il destrutturato dalla falsa post storia revisionista ?)
siamo arte di frontiera (Alinovi)e l'ultima frontiera dell'arte ….
Noi siamo(a dirla come Francesco Arcangeli) quella materia non forme, in divenire.....siamo i nuovi o gli ultimi naturalisti ....il seme della spiritualità dell'umano sentire (dovrebbero dare a noi l'8x1000).
Siamo Luther Blissett e siamo Wuming, Croce, Calvesi, Argan, Zeri, Longhi, Barilli, Eco, Celant, Francesca Alinovi, Marisa Volpi, Lea Vergine, la Sarfatti, Ect Ect Etc..
Siamo tutto il 900 e oltre, siamo i 90 movimenti d’arte del 900, siamo tutti quelli che scrivono amando la nostra opera e noi, e che dedicano tutta la loro vita a noi e alla nostra opera, aspettando i nostri segnali e forse è solo grazie a loro che noi riusciamo a sbocciare,
(tengono calda la nostra storia e anche le nostre stupide Non -Opere ….)

Noi siamo tutti i linguaggi della storia
Noi siamo tutti gli artisti della storia.
Noi siamo il linguaggio universale della storia dell’umanità.

PS: ringrazio chi ha letto questo mio scritto da dilettante della scrittura (lo premetto qua)scrivo da artista per gli artisti (e siamo anche i libri d’artista), non sono un critico e non voglio esserlo fino all’ottantesimo anno d’età (e spero che avete capito, leggendomi che non affronto nessuna poetica, o teoria di forma, o teoria dell’opera)(e vi chiedo scusa se mi presento con un pseudonimo, io sono oggi un dottore in arte che fa e ha fatto ricerca scientifica e come tutti voi sono nato artista, come tutti gli umani che hanno l’arte innata ), mi presto, sono malleabile, come lo fui da giovincello studente di un’accademia statale di belle arti della penisola a fare il rappresentante studentesco(ho il carisma dei pirati del mediterraneo), dei comitati prima (la vecchia legge non prevedeva rappresentanza studentesca)e poi nelle consulte studentesche (organo istituzionale di rappresentanza studentesca, legalmente eletta dagli studenti, prevista dalla nuova legge) anche come presidente, alla politica dell’arte contemporanea istituzionale, una materia uscita di moda in questo periodo, si tende a dare per scontato che le 20 accademie statali di belle arti, in Italia facciano: “gli accademici e arte accademica”, una sorta di copione neo classico standardizzato, andarci contro è sempre stata la moda corrente per ogni movimento o fazioni individuali, salvo poi ritornarci tutti dentro ad insegnare, a volte anche senza titoli, (chiamata per conoscenza si diceva, e il valore dell’uomo era dato dal valore dell’artista nel mercato.. Puttanesche stronzate classiche italiane, va bè il nostro ministro della sanità ha un diploma e sbatte fuori professori e dottori con tre lauree) come prevedeva la vecchia legge (Gentile, Mussolini, Marinetti; 31-12-1923 n 3123) Ops ! pardon scordavo infatti è una questione di interpretazione, interpretare e fare interpretare la nuova legge (e mandare a casa per sempre il nostro Tolomeo):
Legge 21 dicembre 1999, n.508
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000 n.2
Riforma delle Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati.

Passata poi effettiva nel 2005,con le revisioni di l’allora ministro Moratti
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Bisognerebbe cercare qua, tra la logistica per le consulte studentesche e le necessità contemporanea artistiche scientifiche, come e dove (il perché mi auguro di averlo individuato) creare i 20 laboratori -multi -disciplino –dipartimentali, le otto ore settimanali da poter sottrarre all’autonomia di qualche dipartimento storico, magari confluire tutti i laboratori in una rete, e con tutti gli altri laboratori che creano le altre scuole (beata la città ed i suoi cittadini che ha tutte le scuole della riforma) (si chiamano progetti autogestiti per la ricerca scientifica nei laboratori multidisciplinari )…e se poi ogni consulta si crea una propria associazione nolucro, con sede legale nell’aula legale, della consulta, che ogni scuola nella logistica da agli studenti e viene gestita dalle consulte … Avrà una sua partita iva e gestire i propri soldini, sponsor e convenzioni con altre attività e associazioni del proprio territorio. I progetti autogestiti dei ragazzi, i più culturalmente validi naturalmente, potrebbero svilupparsi in progetti estivi per bambini dai 7 ai 14 anni, da proporre a tutti i comuni d’Italia, d’Europa e così autofinanziare la ricerca … e portare “in giro”nel contempo una pedagogia fatta di multidisciplinare, multimediale, tecniche scultoree e di pittura, video, scenografia, fotografia, teatro, danza, musica … Naturalmente dalle scuole universitarie artistiche italiane si uscirà con già dei contratti di lavoro, e specialistiche e specializzazioni sul campo, sulla sociologia e sulla strada. Fatta dal nostro sistema economico, autonomo(non dalle grandi imprese, staccate dal e con il nostro per esempio concetto essenziale di arte/vita, per questi grandi industriali, noi siamo solo cose che producono merce … E comunque meglio che siamo noi a scrivere i contratti, da autonomi) piccolo sistema, dentro il grande sistema …. Le vedo molto astratte, vuote le specialistiche e le specializzazioni di oggi senza questa teoria in pratica (un po’ di materialismo marxista e di azionismo alla Voltaire non vi guasterebbe) (e nei primi anni del 2000 fu anche messa in pratica da 14 accademie di belle arti, con una sottoscrizione di una associazione nazionale nolucro nell’accademia di Roma, ne seguirono altre di associazioni, ma poi dall’allora sig. direttore generale delle accademie tale Civello rese le 14 consulte studentesche (erano tutte e 14 legate all’associazione nazionale formata a Roma da tutti i rappresentanti di queste 14 accademie) (legalmente elette) dopo qualche anno di lavoro, illegali, un cavillo burocratico nell’ordinanza ministeriale delle prime elezioni della storia della riforma. Aggiungiamo il 3+2 e capite che gli anni passano veloci, e che bisogna fare anche gli studenti e che conveniva a tutti (forse) non ci fosse la continuità tra le due consulte e soprattutto con il vecchio comitato studentesco ?…..ci riuscimmo a portare uno straccio di foglio di carta come titolo, salutai Andrea Leuzzo, l’allora rappresentante nazionale degli studenti del CNAM e tornai a casa.
Il nostro Grado Zero sta fermo li, aspetta le nuove generazioni, attente agli statuti dei propri istituti di studio artistico, e che ne reclamino sempre la loro perenne esposizione nella bacheca in vista a tutti.
Questa è la nostra politica.
Queste sono le nostre verità sociali.
Ok, siamo arrivati ad un timbro dell’arte contemporanea italiana istituzionale (io lo vedo, la storia lo vede e il mediterraneo accoglie gli artisti che sono riusciti o riusciranno a scientificizzare l’arte nel terzo millennio).
così magari finiamo di leggere che oggi l’arte contemporanea è una truffa.
Noi siamo la storia dell’arte dell’evoluzione, il mercato, con l’aiuto e il favore della critica venduta e compiacente, forse perché usano parole stupide, inutili e banali e se c’è la parolina, anche se inutile di un anglosassone da computer ? siamo kitsch … (prima era incomprensibile alla Sanguinetti) sta creando una storia dell’arte parallela della metamorfosi ….
Noi siamo, se fossimo o se avessimo un sentimento di comunità, una coscienza sociale artistica…..
Noi preferiamo aspettare le scelte di questi decrepiti Baroni/Tolomei (?) (fatti e creati a doc dalla vecchia legge, dove un articolo diceva: il migliore artista dev’essere scelto, dalla elite a loro volta scelti in precedenza, i professori (e di titolo agli illuminati Gentiliani non se ne chiedeva mai) …. e dev’essere il più ricco ed il più nobile. E non di sangue, virtute e di azioni ehhh?) (noi crediamo invece che: la fortuna dalla nascita non dipenda nessuna mancanza biologica o spirituale di nessun essere al mondo; certo sappiamo che limitarci è comunque un male, e poi L’arte nasce da tutti, tutti nasciamo con il nostro inconscio …..unica caratteristica valida. E più in basso e capillarmente, con scuole d’arte e progetti autogestiti porteremo arte e più alla Grande Arte Scienza ne converrà)) che ci porteranno come le mucche da latte e da carne al mercato e poi al macello e ingrassare le loro collezioni e come puttanelle esibiremo il nostro: “Noi Siamo”, ma forse è meglio: Noi siamo stati !... (Nel 2012 l’Europa ha chiesto alle Accademie d’arte italiane di illustrare i canoni o i metodi della ricerca scientifica artistica (come dire: volevate la bicicletta?
-ora pedala!) naturalmente da Roma, dalla sede della direzione delle direzioni dell’arte istituzionale italiana, nessuno ha mai risposto a questa richiesta della comunità europea (il perché è semplice noo?: le scelte dei Baroni/Tolomei, le simpatie, i pompini, i feticci, la fedina penale pulita, e il cognome giusto, dal conto pieno in banca di papa’ …. -Ecco: questa non vale come scienza, non vale più…vi è andata bene nel secolo passato, ma ora è tempo di morire per sempre! Con tutto il dolore che hanno provocato ai creativi in italia per generazioni)
Scienziati, o studentelli delle facoltà più lecchine e conformiste della storia dell’università italiana?,
quanti pompini per esporre ?

STUPIDI IDIOTI SOMARI!!!
(E con questa provocazione alla Tzara in la prima avventura celeste del signor atacpirina, vi saluto, sperando d’esser pubblicato, e forse ripubblicato ( se non userò tutte le penne per fare un’istallazione ahahah ))

B. 14 ottobre 2016
per Frattura Scomposta
(Loschiavolibero)

*1) L'altra metà dell'avanguardia, 1910-1940 : pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche / Lea Vergine, Milano 1980.

*2) eposizione d'arte contemporanea organizzata al Centro Georges Pompidou di Parigi nel 1989 (18/05-14/08/1989) e curata da Jean-Hubert Martin. Prima grande esposizione dell’arte africana fatta da artisti africani. Comunque con l’inserimento di artisti di tutto il mondo. La prima esposizione di artisti globale
*3) Biennale di VeneziaArte 2001 - Platea dell’Umanità - curatore Harald Szeeman, con 192 paesi espositori